Isola di Lipari - Itinerari consigliati

LIPARI -- Rocca del castello

La Rocca è una cittadella fortificata cinta da mura costruite dagli spagnoli dopo il saccheggio di Lipari a opera dei saraceni nel 1544. Vi si può accedere da piazza Mazzini, passando attraverso la porta più antica: da qui una stradina lastricata conduce alla torre greca del IV secolo a.c. e al cuore della cittadella. Oltrepassato l'ingresso ci si trova di fronte la bella facciata della cattedrale di San Bartolomeo. Costruita alla fine del XV secolo proprio sulla sommità della Rocca, in onore del patrono dell'isola e distrutta dai saraceni nel Cinquecento, venne ricostruita a più riprese. La chiesa, a tre navate, ha delle belle volte a crociera affrescate che rappresentano scene dell'Antico Testamento. Gli altari laterali sono decorati con pale dipinte da Antonino Mercurio alla fine del Settecento; sopra l'altare principale invece troneggia una statua d'argento che raffigura San Bartolomeo. Molto bello il chiostro normanno, inglobato nella chiesa settecentesca e recuperato, dopo un paziente lavoro di restauro, nel 1979. Sulla destra della cattedrale sorge la chiesa di Santa Caterina e poi la zona degli scavi archeologici che mostrano il sovrapporsi di diverse civiltà, dall'età del bronzo all'epoca ellenistica e romana. Alle spalle degli scavi la piccola chiesa dell'Addolorata (XVI-XVIII secolo) e la settecentesca chiesa dell'Immacolata.

Il Museo archeologico eoliano

Considerata una delle più grandi raccolte archeologiche museali d'Italia il museo di Lipari, ospitato in differenti edifici nella rocca del Castello, ripercorre la storia dell'arcipelago dalla preistoria all'epoca classica. Vi si possono ammirare oggetti d'ossidiana, vasi con la tipica decorazione a zig zag dell'età del bronzo antico (o di Capo Graziano, dal sito archeologico di Filicudi), cippi e stele funerarie, coppe, anfore, vasi. Particolarmente interessanti la ricostruzione della necropoli dell'età del bronzo trovata a Sottocastello, le ceramiche decorate del così detto pittore di Liparie la straordinaria collezione di statuette di attori e maschere teatrali. Due sezioni infine sono dedicate all'archeologia marina e alla vulcanologia. Museo archeologico regionale eoliano, via del Castello, tel. 090.9880174

Le antiche terme di San Calogero

Di origine post-vulacanica le terme di San Calogero sono considerate le più antiche del Mediterraneo. Conosciute sin dall'epoca greco-romana per le loro proprietà terapeutiche le sue acque salso-fosfato-bicarbonato-sodiche fuoriescono a una temperatura di 60° e venivano usate, in tempi più recenti, come rimedio contro gotta e reumatismi. Lo stabilimento attuale fu costruito nel 1867 e restaurato recentemente. Si trova in una zona archeologica che testimonia la vocazione termale di Lipari; qui infatti si trovano due vasche di età greco-romana e una ottocentesca. Recenti scavi hanno portato alla luce una piscina termale romana, con un sedile circolare in pietra, e un tholos miceneo vecchio di 3500 anni utilizzato dai romani come sauna termale.

Trekking a Lipari

Chi ama la natura può fare grandi esperienze nell' arcipelago eoliano. In queste isole, infatti, sono presenti rarità di paesaggio del regno vegetale e animale. L' osservatore attento può cogliere fenomeni come quello che consente alle piante di sopravvivere in climi estremi, senz' acqua e con troppa luce e troppo calore. Caratteristica é la vegetazione mediterranea, costituita in prevalenza da oleandri, mirti, eriche, ginestre e querce a foglia spinosa oltre che da arbusti aromatici di rosmarino e timo.

Il paesaggio vegetale é caratterizzato da colture di oliveti e vigneti, per la maggior parte abbandonate, e dalla formazione di macchia mediterranea che costituisce il rivestimento vegetale delle isole prevalentemente nelle zone più elevate dei rilievi. Il trekking permette al visitatore di cogliere una immagine più completa di questo affascinante arcipelago e del suo patrimonio naturalistico. fino alla metà del 900, Lipari era ancora coltivata, anche nelle zone più impervie; una fitta rete di sentieri saliva dai centri abitati e percorreva in lungo e in largo l' isola. Esistevano stradelle e mulattiere che venivano utilizzate dai numerosissimi lavoratori della pomice per raggiungere le cave. L' arrivo del turismo e l' abbandono, quasi immediato, delle coltivazioni (per altri lavori) hanno favorito la caduta in disuso di gran parte di questi sentieri. Il loro tracciato é scomparso sotto la fitta vegetazione.

Tutti i sentieri sono agevolmente praticabili; é consigliabile scegliere le ore più fresche della giornata.

Tra natura e storia (2,30 - 3 ore di marcia). Partenza: castellaro; arrivo:Pianoconte. Attraversando i vigneti "O Castiddaru" si raggiunge la cava di Caolino. Dopo la sosta alla chiesetta, dalla quale si gode una suggestiva vista su Salina, Alicudi e Filicudi,passando per "a terra ca fuma" e "u svaratu du tufu", si arriva fino a "punta o Palmitu". giunti quasi sul mare, si incontrano i resti della vecchia torre di guardia "Du Surdato Saracinu". Il paesaggio é ricco di piccole palmette nane; qui é facile incontrare grossi corvi reali e qualche poiana. Proseguendo poi verso S. Calogero si possono ammirare "A Petra o Vagnu" e "O Cola ficu". Presso le terme di S. Calogero di estremo interesse é la visita al Tolos miceneo, costruito 3500 anni fa, e alla piscina romana. percorrendo la strada che conduce a Pianoconte, consigliamo un' ultima fermata alla colata lavica di "Fuardo" e al suo antico pozzo.

Sentiero naturalistico (1 - 1,30 ore di marcia). Partenza: Acquacalda; arrivo: Quattropani. Percorrendo questo sentiero molto panoramico si può godere della suggestiva vista di almeno 5 isole: Alicudi, Filicudi, Salina, Panarea e Stromboli. Alla fine del sentiero é d' obbligo una sosta alla chiesetta di stile greco della madonna della Catena.